giovedì 28 aprile 2011

Esiste...





Esiste un bosco, dove i larici si rivestono di aghi soffici dando spettacolo agli occhi e insidiando sospetto di nascondere delle fate tra i rami.
Esiste un sottobosco dove la radice dell’albero nutre funghi. Funghi che destano stupore nella stagione in cui non ci si aspetterebbe di vederli e che fanno pensare che di loro si possa cibare qualche gnomo.
Esiste un tronco d’albero che indossa un cappotto di muschio, come se volesse proteggersi dal vento e dal freddo, tanto da far credere che il suo essere vivo e ricoperto, nasconda l’essere la casa di un mago.
Esiste un mondo incantato, che in modo spettacolare mi ricorda l’essere un frammento di paradiso, così come nei colori mi rende certa che esiste ciò che desidero e nel profumo dell’aria mi fa avvertire ciò che amo.

domenica 20 marzo 2011

Un post silenzioso, che vuole essere un grido


Notte d’inferno…
Chi mi vuole bene prima di lasciarmi andare mi ha chiesto se me la sentivo di partire da sola. Io ho risposto di si. In ogni caso l’attenzione è stata di farmi prendere l’automobile “bella”.
Migliori prestazioni, minor possibili problemi.
I tuoni si susseguono e riescono a interrompere a tratti la musica che a mala pena riesco a sentire. I lampi illuminano l’autostrada a giorno e la pioggia cade battente. Gli scrosci arrivano da diverse direzioni e tra i diversi rumori i pensieri mi assalgono. Quello che sta succedendo non ha paragoni con un terremoto o uno tsunami, ma nel suo piccolo lo sto affrontando per ricordarmi e ricordare al mondo che si può essere vittime di un terremoto o uno tsunami.
Sono stata invitata ancora una volta ad una di quelle cene organizzate per raccogliere fondi per una organizzazione non governativa in cui credo e per la quale ho lavorato. Non posso mancare. Andare è un modo per continuare a stare nelle terre colpite dalle catastrofi naturali. È un modo per condividere quello che apparentemente accade in paesi lontani.
È un modo per far sentire il mio grido, per un bene desiderato da tutti!
Posso gridare un bisogno, perché so di avere un interlocutore… per me non è possibile la rassegnazione al nulla.
Ma le catastrofi non sono solo naturali, la radioattività e le bombe si espandono nell’aria per colpire ancora una volta l’uomo.
L’uomo che colpisce se stesso… forse il vero inferno su questa terra è proprio questo.
È questo il vero freddo che mi prende, mentre penso alle popolazioni ferite. Alle ferite del mondo.
Sono arrivata a destinazione, la sala con stucchi e affreschi della “Piacenza bene” mi accoglie tra abbracci di amici e sorrisi di sconosciuti. Tra il primo e il secondo, dieci minuti fugaci sono sufficienti per ricordare un mese trascorso ad Haiti, e perché no, per ridirmi che sarei pronta a partire anche domani per una nuova cooperazione.
Ma il bello della serata è il ricordare che se non riconosco un senso a questa vita, qui ed ora, la più grande catastrofe è intrinseca a me stessa.
Non posso accettare silenzio, se non per esprimere questo grido!

martedì 15 marzo 2011

AMICIZIA e DONNE

Dimenticavo... dalla "trilogia" proposta esce bene, bene, molto bene la figura femminile!
Forse che... possiamo essere delle "buone" amiche!?

lunedì 14 marzo 2011

AMICIZIA

Amicizia: qualcosa di unico e misterioso, senza del quale non potrei vivere!
Ripropongo sull’argomento una “trilogia”, con film che i buongustai del cinema sicuramente conoscono.
Nel 1991 Jon Avnet con “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno” riesce ad esprimere come l’amico è colui che ti richiama a ciò che sei: un mistero insondabile per te stesso e per gli altri, che ha bisogno di essere amato e di amare, in modo infinito.
Nel 2008 “Il cacciatore di aquiloni”, mi ricorda che l’amicizia non ha prezzo e non si compra… un regalo meraviglioso per il quale si arriva a dare tutto, ma proprio tutto, in modo assolutamente gratuito.
Recentemente con “Il discorso del re”, Tom Hooper riesce ad esprimere che grazie all’amico si possono affrontare i propri limiti e in qualche modo riuscire a superarli.
Un superamento che vince le barriere e le aspettative, in modo sorprendente.
Insomma, propongo tre visioni che meritano e mi fanno intuire perché qualcuno un giorno ci disse che per lui non saremmo stati servi… ma amici!

Pomodori verdi fritti - La storia del lago in Georgia

Il Cacciatore di Aquiloni - Trailer Originale Italiano

Trailer ufficiale del film IL DISCORSO DEL RE

domenica 6 marzo 2011

Lo spettacolo continua


Dalla prima fila sotto ai violoncelli, alla prima fila sotto le cime.
L’espressione dell’orchestra cambia sembianze e si trasforma nello spettacolo della natura alpina.
Le vette innevate si affacciano sulla cascata ancora ghiacciata e sono abbracciate da rami pronti a sbocciare.
Per me che assisto all’esibizione del paesaggio, cercare di entrare nella scena coincide: al mattino con la sfida ad un vento gelido e alla sera con l’immersione in un turbine di neve.
La calda protezione è la casa, che lascia trasparenza alle montagne e custodisce ciò che amo.
Ciò che amo così tanto, da bastarmi il sapere che c’è!

lunedì 28 febbraio 2011

Anticipo di una Prima, anticipo di Paradiso

Ai piedi dei violoncelli, sto in contemplazione del soffitto decorato dal legno dorato.
Il meraviglioso Teatro alla Scala mi calamita con il suo fascino.
Le note sfavillanti e irresistibili mi portano a ricordare i momenti di gioco nel parco, mentre risuona il canto di “Madama Dorè”.
Respighi e Franck vengono interpretati con vigore da un ottantaseienne Georges Prêtre , che trascina l’orchestra in un rincorrersi vivace tra fiati, corde e percussioni.
Sono rapita dalle Sinfonie.
L’uomo è capace di cose incredibili se si lascia guidare dalla Bellezza.
La musica ne è un esempio limpido.
Quale migliore serata per cominciare le giornate della settimana.

domenica 20 febbraio 2011

Il regalo di fine dottorato!

20-Feb-2011

Dear Dr. Mauri,

It is a pleasure to accept your manuscript entitled "Breastfeeding: validation of a reduced Breastfeeding Assessment Score (BAS) in a group of Italian women" in its current form for publication in the Journal of Clinical Nursing.

Thank you for your contribution, we look forward to your continued contributions to the Journal.

Yours sincerely,

Prof. Roger Watson
Editor-In-Chief, Journal of Clinical Nursing

giovedì 10 febbraio 2011

giovedì 3 febbraio 2011

Arte


L’arte è un modo nobile di leggere la realtà. Questa realtà così bella, intensa e spesso incomprensibile. L’arte del dipinto ha usato per molti secoli la copia di ciò che appare e la bidimensionalità. Nel secolo scorso - grazie anche alla controparte dell’arte figurativa sviluppatasi con la fotografia - vengono superate entrambe le cose. I dipinti di Picasso aprono la raffigurazione di ciò che sta oltre l’apparenza e il taglio di Fontana apre la ricerca della tridimensionalità. La Mostra del Novecento di Milano fa entrare in questo squarcio nel materiale che permette di partecipare con tutto il corpo alla dimensione artistica che si fa stanza. Merita una condivisione. Io mi sono immersa.

giovedì 27 gennaio 2011

La cosa più bella dell'aver discusso il Dottorato (1)


Abbracciare chi ti è amica da 25 anni!

La cosa più bella dell'aver discusso il Dottorato (2)

Poter dire a tutti che, al richiamo telefonico delle madri coinvolte nella ricerca sulle difficoltà nei confronti della gestione dell'allattamento al seno, una ci ha detto: "Vi ricordo e sono molto grata di avervi incontrato perchè mi avete aiutata non dedicandomi del vostro tempo, bensì entrando nel mio tempo".

martedì 25 gennaio 2011

Discussione di Dottorato




I miei compagni di avventura nella discussione del Dottorato di domani suggeriscono come siamo oggi, come saremo domani e infine come saremo dopodomani...

mercoledì 19 gennaio 2011

Nebbia fitta


Si tratta di tornare a casa e pertanto di attraversare tutta la città. Parto da nord est e devo arrivare a sud ovest. Mi avvio per raggiungere la tangenziale. Scorgo una luna piena mozzafiato e mi domando se qualcun altro nello stesso momento, la sta ammirando. Nel contempo sono concentrata sui semafori e sul traffico che mi separano dall’accesso di Rubattino, poi progressivamente mi accorgo di come va sfumando la visibilità. Comincio col non vedere nitido l’orizzonte e gradualmente inizio a non distinguere il limite della strada. Accendo i fari antinebbia e constato che la prudenza dei viaggiatori ha fatto modulare a tutti la velocità. Respiro nebbia, anche se nell’abitacolo il riscaldamento è stato messo al massimo. La mente viaggia realizzando fiabe. La nuvola bassa conferma il suo fascino e non tarda nel rapirmi. Cerco di richiamare l’attenzione al fatto che, se non andassi a memoria, avrei delle difficoltà nel riconoscere i momenti di svolta del percorso e attendo con sicurezza di intuire la rampa dell’uscita 4 della Ovest. Ora non vedo neanche la macchina che mi precede… forse in realtà non mi precede nessuno… faccio fatica a distinguere se l’ombra che attraversa è un pedone, o un ciclista… rallento ulteriormente e avanzo.
Ad un tratto mi arresto all’incrocio: due automobilisti non sono stati sufficientemente accorti e si sono urtati… oppure, non hanno avuto il giusto trasporto nei confronti della nebbia. “La prudenza non è mai troppa”, direbbe mio padre… e io rilancio: “Lasciarsi affascinare dalle cose, le fa affrontare nella giusta dimensione”.
Anche questa volta, il mio viaggio non è stato confuso, sono arrivata a destinazione e i miei pensieri sono carichi… cosa sarò in grado di vedere ancora stasera?

venerdì 14 gennaio 2011

Una certezza (1)


Ieri i miei bambini hanno chiesto se i miracoli sono possibili. Io gli ho risposto con certezza di sì!

Una certezza (2)


Ieri i miei bambini hanno chiesto se il Paradiso esiste. Io gli ho risposto con certezza di sì!

domenica 9 gennaio 2011

In attesa della discussione di Tesi...




Qualcuno si diverte a fotografare che "lo studio nobilita... la donna"!

giovedì 6 gennaio 2011

Santa Epifania 2011


È quando mi accorgo che la vita è fatta soprattutto da ciò che non appare immediatamente, che riconosco la bellezza che è.
Ma perché questo accada, devo lasciare che il tempo riveli la trasparenza delle cose.
Accettare di giocare la pazienza di attendere, e lo sguardo per cogliere la manifestazione, è il fascino di ogni istante.

domenica 26 dicembre 2010

Risveglio dal giorno di Natale

Apro gli occhi e mi ritrovo nel letto d’infanzia.
Il profumo delle coperte e delle lenzuola ricordano giorni lontani, anni in cui pensieri e desideri non si osava pensare come si sarebbero compiuti e avverati.
Tempo di dare un bacio alla mamma, fare colazione e prendere la macchina per raggiungere un amico.
Si sta insieme nel sacro e nel caffè.
Non vorrei ripartire, sono stanca e come una decina di ragazzi ho trovato un luogo di riposo, ma è ora di riprendere la macchina.
Mettermi alla guida coincide con l’imboccare la tangenziale e accorgermi che l’acqua sottile della pioggia di S. Stefano si sta trasformando in nevischio.
Sul vetro del parabrezza i cristalli si infrangono aprendosi in tante stelle di ghiaccio.
È affascinante e torno a pensare a tempi trascorsi.
Il pensiero corre e la macchina insieme, brucio i chilometri per tornare a casa senza accorgermi.
Trovo la porta chiusa in modo da essere certa di trovare qualcuno.

Ecco, avevo proprio bisogno di questo: Natale ha confermato un abbraccio che coincide con la vita… passata, prossima, consueta, imprevedibile e comunque amata!

mercoledì 8 dicembre 2010

Tempo di Tesi... tempo di neve!




E' stato tempo di scrivere...
In realtà è stato tempo di riscrivere...
Riscrivere secondo le indicazioni di chi non pensavi avesse voce in "capitolo"...
E invece è proprio più di un capitolo che ho dovuto riscrivere...
Così come tutti gli "scrittori" mi sono affidata ad una "Musa ispiratrice"...

Chi mai, più della neve, poteva sortire l'effetto!

Improvvisarsi scrittrice... (2)

Mi ricordo che divoravo le fiabe, in particolare continuavo a leggerne una: “Barbablu”.
È una sera particolare, di maggio, quando la luce grigia è tersa perché è appena finito un temporale. Non so se prendere la bicicletta per andare a fare il turno di notte, perché la strada è ancora tutta pozzanghere. Azzardo e mi lancio: è troppo bella la città al tramonto, sembro Alice nel paese delle meraviglie. L’arrivo in sala parto è atteso dalle colleghe che hanno appena finito di ricoverare l’ennesima gravida con rottura delle membrane. Tra le tante, tante travagliano franco e tante altre sono pronte per cominciare. La raffica di nascite non si fa attendere, siamo in uno di quei mesi dove scadono i tempi per i bambini concepiti nella lunga estate. Noi ostetriche si corre come il gatto con gli stivali, anche se le vere “produttrici” sono le donne. Tante donne all’opera: è uno spettacolo! È impressionante stare in una realtà ospedaliera dove la media dei parti è di 7000 all’anno. Come tutti sanno, la media risente dei valori estremi! Questa notte è estrema: i bambini vengono al mondo come i sassolini di Pollicino. Contemporaneamente si accumulano i ferri del mestiere, se Geppetto avesse avuto così tanti pezzi di legno sarebbe andato in tilt prima di creare Pinocchio. Caspita, non siamo neanche a metà della notte e non abbiamo più neanche una pinza ad anelli a disposizione. La centrale di sterilizzazione è chiusa. Dobbiamo usare noi ostetriche l’autoclave e inserire velocemente cestelli come la strega avrebbe voluto fare con Hansel. Altro che una bella dormita, siamo “disturbate” tanto quanto la Principessa sul pisello. Sembra una catena di montaggio, assisti - lavi, assisti - lavi, assisti - lavi, assisti - lavi, e sterilizzi. Alla fine della notte non so se sono nel sogno o nella realtà, perché tornando a casa mi accorgo di pedalare con gli occhi chiusi.
Mi ricordo che divoravo le fiabe, ma non pensavo che il mondo della metafora con la morale, mi richiamasse in particolare al fatto che avrei lavato tanti, tanti, ma proprio tanti strumenti dal sangue.

Continua... e ho vinto!

domenica 21 novembre 2010