martedì 30 giugno 2009

Una vignetta che merita il mio blog


Leggo velocemente Metro, perchè chi me lo porge mi sorride... mi fermo sulla vignetta di Darby Conley.
Eccola sul mio blog, perchè ciò che descrive con ironia "l'anestesia che viviamo", merita di essere riportato!

sabato 27 giugno 2009

Desiderio di felicità


“Ma dove e quando ho appreso che cos’era la felicità della mia vita, per averne il ricordo e provarne amore e desiderio? E non soltanto io o poche altre persone, ma tutti vogliamo essere felici. Se non ne avessimo ben precisa nozione, non ne avremmo una volontà tanto decisa. Ma che significa questo? Prova a chiedere a due persone se vogliono arruolarsi, e uno magari risponderà di sì, l’altro di no; ma chiedi se vogliono essere felici, e subito tutti e due diranno senza dubbio di sì, e anzi non hanno altro scopo che questo, d’esser felici, nel volersi o non volersi arruolare. Chi si diletta di una cosa, chi di un’altra. E così tutti si trovano d’accordo nel desiderio di felicità, così come lo sarebbero nel rispondere all’unisono, se interrogati, che desiderano godersi la vita. È questo godimento che chiamano vita felice. E anche se ciascuno ha il suo modo di godersela, uno solo è lo scopo che tutti si sforzano di conseguire, questo. La gioia di vivere, nessuno può dire di non sapere cosa sia; e per questo la si ritrova nella memoria, e la si riconosce, al solo udire il nome della felicità”.
S. Agostino, Confessioni X, 21-31

venerdì 26 giugno 2009

Mai sottovalutare l’umano

C’è l’occasione di chiedere alla mia amica prof d’italiano come sono andati i temi di maturità… inizia a raccontarmi in merito a quello dal titolo relativo al modo di comunicare di oggi (facebook and &). Io ascolto… tanto dentro di me considero: “Ma si, la nuova generazione va raggiunta come si può, ma in fondo non si rende neanche conto di cosa vuol dire comunicare”.
In realtà il mio pensiero viene presto interrotto e sono portata a stupirmi; la mia amica che continua a raccontare mi sta dicendo: “Una ragazza ha scritto che, con l’avvento del telefono, siamo riusciti a togliere i volti dalla comunicazione e con l’uso del web, stiamo togliendo la voce… praticamente stiamo smaterializzando le relazioni”.
Quale considerazione?
Mai sottovalutare chi guarda seriamente all’umano!

Dare immagine ad una frase...



“Nell’esperienza di un grande amore tutto ciò che accade diventa un avvenimento nel suo ambito”
Romano Guardini

domenica 21 giugno 2009

Un "post" al femminile


Eugene W Smith per Life "Midwife"

Come donna, non so se ho scelto di lavorare come ostetrica con le donne e per le donne, perché credo di poterle comprendere, oppure se è per una forma di esorcismo.
Questa seconda ipotesi, mi sembra spesso la più realistica.
Devo essere sincera: ho quasi bisogno di scongiurare il mistero che siamo, e il mio stesso inconoscibile.
Se diciamo di no, è perché dentro di noi vorremmo dire di si… ma vogliamo essere sicure che chi ci domanda, ci chiede veramente. Pertanto, aspettiamo che insista.
Se ripetiamo di no, desidereremmo ardentemente dire di sì; ma ci arrendiamo a quello che riteniamo impossibile e non vogliamo disturbare.
In ogni caso, se diciamo ripetutamente di no, è veramente NO!
Le rare volte che diciamo di sì, è proprio un sì, ed è per sempre.
Se ci viene chiesto cosa pensiamo, ci sforziamo di dire quello che auspicherebbe l’interlocutore; se chiediamo agli altri cosa vorrebbero, speriamo che dicano quello a cui aspiriamo noi.
A volte sbottiamo perché siamo stanche e chiediamo all’altro di fare quello che c’è da fare, poi inseguiamo la persona e le cose, perché devono essere preparate come vogliamo noi!
Insomma, questo post è per rappresentare quanto è difficile appartenere a questa metà dell’umano e per consolarmi: capire lo strano genere femminile è pressoché impossibile… e quindi forse è un po’ incredibile anche cogliere dei lati di me stessa.
Evviva la ricerca che scopre il mondo femminile!
Evviva le donne!

venerdì 19 giugno 2009

Grazie!

Ieri nel primo pomeriggio, abbiamo fatto una festa. Non so se fosse propriamente una festa, perché quando ci sono anche le lacrime è difficile dare il nome ai fatti… comunque sia, è stato un momento di commozione e di gratitudine.
Chiappini e Scagni vanno in pensione… due delle “mie” capo-ostetriche del percorso lavorativo da ostetrica ospedaliera, non saranno più presenti nei corridoi e nelle unità operative della Mangiagalli.
Che dire…
Sono contenta, pensando al fatto che viene chiusa in bellezza una brillante carriera, sono un po’ triste, perché non avrò più dei riferimenti.

In ogni caso, resta da dire un GRAZIE sincero, perché fin da quando sono stata giovane ostetrica, ho potuto contare su di voi!
Mi mancherete. Ciao.

martedì 16 giugno 2009

Si torna nella "fabbrica dei bambini"


Oggi è stato reso ufficiale: il Corso di Laurea in Ostetricia, dal prossimo anno accademico tornerà ad avere la sede all'interno della Clinica Mangiagalli, anzi per l'esattezza nei seminterrati della Regina Elena... si torna all'origine!
Quante generazioni di ostetriche hanno fatto lezione in quegli spazi!!! Io compresa!!!

domenica 14 giugno 2009

Domenica da dottoranda

Tante colleghe mi chiedono cosa vuol dire frequentare il dottorato.
Be, la risposta può essere data in modi diversi, a seconda di quello che si vuole sottolineare.
Innanzitutto, direi che è utile. Utile perché: un conto è parlare del mondo della ricerca scientifica (laurea triennale), un altro è imparare la metodologia della ricerca (laurea magistrale) e un altro ancora è iniziare a mettere le mani in pasta sperimentandosi nel fare ricerca!
La frequenza alle lezioni non è così impegnativa come quella della laurea triennale o del più due, perché in un certo modo, il percorso teorico è costruito un po’ ad hoc, guardandosi in faccia tra professori e dottorandi.
Certo, fare ricerca e produrre uno o due articoli da pubblicare in tre anni (durata del dottorato), chiede un impegno costante, anche se diluibile nel tempo.
Poi, devo essere sincera, i fine settimana devono essere spesso dedicati allo studio!
Così oggi per me è una lotta tra una metasintesi, una revisione e 15 articoli… ovviamente scritti in inglese!
Ancora, la ricerca chiede la conoscenza informatica, la conoscenza statistica e quella filosofica (se si vuole portare avanti anche un disegno qualitativo - come nel caso mio e di Virna).
Quindi, armiamoci di pazienza, di umiltà (visto che non possiamo essere tuttologi) e di voglia di studiare!
Infine, io confido sempre in qualcuno che mi può dare una mano.
Come ho già scritto, non concepirsi da soli nel percorso è fondamentale. Io, innanzitutto, ringrazio Virna, per esserci e per il sostegno che mi da!

venerdì 12 giugno 2009

Occhi per vedere


“L’occhio guarda, per questo è fondamentale. È l’unico che può accorgersi della bellezza. La bellezza può passare per le più strane vie, anche quelle non codificate dal senso comune. E dunque la bellezza si vede perché è viva e quindi reale. Diciamo meglio che può capitare di vederla. Dipende da dove si svela.
Il problema è avere gli occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono, nemmeno l’ordito minimo della realtà. Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perché non credono che la bellezza esista.
Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio”.
Pier Paolo Pasolini
PS. Cara Fio, portami a Loreto con te!

domenica 7 giugno 2009

Ritorno a casa


Dopo un piacevole fine settimana piacentino, dove i prosciutti e gli affettati mi hanno coccolata, qualche considerazione sulla fine della didattica frontale dell’anno accademico.
In quello che rimane di giugno e durante tutto luglio, si prospetta l’inizio del difficile tempo degli esami.
Sia i laureandi della triennale che quelli del più due, saranno vittime di domande che anche da me saranno espresse.
I più pensano che i soli a patire in questo tempo, siano i poveri “studenti”, in realtà anche per chi sta dall’altra parte della scrivania, il momento non è dei più felici.
La verifica per lo studente, coincide con una doppia verifica per il docente.
Io mi domando sempre: “Cosa e come sono riuscita a trasmettere?”
In fondo allo studente è chiesta la responsabilità di sapere, all’insegnante, oltre a questa, è chiesta la responsabilità di saper trasmettere…
Quando penso a come si è trasformato il mio lavoro di ostetrica in questi anni, occupandomi di insegnamento, riconosco che è successo qualcosa di inaspettato e di affascinante, così, consiglierei a ciascuna delle mie studenti di perseguire la formazione fino a che è possibile (non trascurando, la presenza delle ostetriche nella scuola di dottorato), così che un giorno qualcuna di noi possa fare la docente universitaria sul serio (cioè riconosciuta dall’istituzione, con il giusto titolo).
C’è però da aggiungere una cosa… chi vuol fare questo cammino, a mio parere e per esperienza personale, deve anche equipaggiarsi di amici sicuri!
Io da sola non ce la farei a continuare. Con gli amici giusti è più difficile perdere l’orientamento e l’energia per perseguire gli obiettivi diventa possibile!
Per esempio, io tornando a casa, ho trovato chi mi aveva pensata, comprando un grande e buon gelato!
NB: come ben si sarà colto, sono della scuola che ritiene che una buona ostetrica deve essere ben nutrita!

lunedì 1 giugno 2009

Un giorno di "ponte"

Oggi è cominciato bene... e continua nel migliore dei modi: due ore a scuola senza studenti, per produrre quello che di solito chiede una settimana di tempo!

sabato 30 maggio 2009

UN ANNO!


Stasera, grande festa vigiliare: un anno della mia, fantastica, nuova Casa! Cosa di meglio di una cena al ristorante...

mercoledì 27 maggio 2009

Che giornata!

Stamattina è spettacolare, la prima reazione è stata quella di pensare che l'ideale sarebbe stato essere in cima ad una montagna, poi ho constatato che è già un regalo la frescura. Questa, tra l'altro, ha interrotto "la sfilata" d'abbigliamento indecente (consentitemelo!), a cui assistevo da qualche giorno (soprattutto per l'assidua frequentazione della metropolitana milanese), che ha ispirato la mia ultima vignetta!

"PROVA DI CLASSE"


sabato 23 maggio 2009

Stupirsi al risveglio

Una delle cose belle dell'abitare di fronte all'Istituto Sacra Famiglia, è incontrare al mattino uomini che ti guardano negli occhi, ti riconoscono e ti salutano.
NB. Questi uomini vengono considerati dai più: "disabili"!

martedì 19 maggio 2009

Fio (2)


Carissima, una delle cose più belle è vederti contenta... ti aspetto al varco, perchè ci sono tante occasioni per esserlo e tra le tante... l'estate vicina vicina! Grazie che ci sei!
NB. Come vedi mantengo le promesse... un nuovo post tutto per te!

venerdì 15 maggio 2009

Arte


Qualcosa che riesce a dire, quello che non si riesce ad esprimere.
Qualcosa che non si può leggere, va compreso.
Qualcosa di non definibile: è spazio libero.
Così Marie Michéle Poncet, una donna esile e forte, sa dare al vuoto, una forma.
Anzi, è proprio lo spazio vuoto, che confina la materia.
Marie Michéle è un’amica che sa dare calore al marmo, plasticità al bronzo, colore ai ritagli di carta e come tutti gli artisti; riesce a vedere qualcosa che ai più sfugge.
In questo, la cosa che mi impressiona particolarmente, è che lei rientra in quel manipolo di persone, da cui mi sento guardata e compresa in modo speciale e non solo… abbracciata!

venerdì 8 maggio 2009

Ostetrica

Una cena. A tavola: tre ostetriche e un’ostetrica aspirante. Argomento di conversazione: l’ostetrica e il suo specifico professionale.
Qualcuno potrebbe dire: cena nauseante… No, per me no, proprio no, perché parlare e sentir parlare del mio lavoro è troppo bello!
L’aspirante ostetrica, ha viaggiato in internet, ed è rimasta basita nel trovare siti che parlano dell’ostetrica come passiva presenza nei confronti della donna, che non può mai intervenire in modo attivo nel percorso nascita.
Ma come è possibile definire così me e le mie colleghe?
L’ostetrica è nata prima della nascita, o forse è nata con la nascita, sicuramente è stata la prima ad assistere ad una nascita; per una donna che partorisce.
Certo: non fa partorire – assiste il parto, non prescrive - somministra, non opera – strumenta, e così via...
Ma non possiamo affermare che ob-stare, sia qualcosa di inattivo.
Certo, occuparsi dell’assistere, non permette di essere delle “prime donne”, perché la donna nel nostro lavoro è già la prima, ed è al centro.
Forse è questo che può dare fastidio, o che risulta incomprensibile, del nostro specifico professionale.
…ma, fino a che la nascita sarà dirompente nella sua imprevedibilità, spontaneità e naturalità… sarà possibile che esistano le ostetriche!
Mi auguro che continui ad essere così ancora per tanti, lunghi, lunghissimi anni.

"TRASPORTI FEMMINILI" (2)

martedì 21 aprile 2009

“Essere … umani”

Tre piccoli fatti, tre piccole considerazioni.
Vado al bar con una collega, desidero cominciare bene la giornata e mi concedo cappuccio e brioche. Incontro, inaspettatamente, la mia compagna di classe delle medie, che è stata la mia “amica per la pelle” dei tre anni di scuola. È sinceramente felice di vedermi e mi dice: io mi ricordo tutto di quello che abbiamo vissuto insieme! È banale, ma sono contenta che mi dica così.
Sono fatta perché qualcuno si ricordi di me.
Vado in corsia. Mi ritrovo, ad entrare, in una stanza, dove una neo mamma è in lacrime e disperazione; dubita del fatto che la sua neonata mangi a sufficienza. L’ascolto, la guardo, la rassicuro, l’abbraccio. Dopo qualche ora mi viene a cercare: è tranquilla, ha capito, sorride.
Siamo fatti per essere accolti.
Arrivo a tenere il mio insegnamento pomeridiano alle aspiranti ostetriche … la mia collega del cappuccio e brioche mi stupisce; viene anche lei ad ascoltare la lezione e alla fine mi ringrazia.
Sono fatta per essere preferita!
Ma queste cose non bastano per gli attimi in cui accadono … Qualcuno fa sì che siano sempre!

martedì 14 aprile 2009

Tempo di Pasqua. Tempo di Resurrezione.


Cosa vuol dire per me questo Tempo?
La cosa impressionante di questo Tempo, come di tutta la mia vita, è che ho incontrato il cristianesimo.
Ho incontrato Dio, che si è fatto uomo e ha vinto la morte. Cristo è veramente risorto!
Ma cosa significa concretamente per me?
Ho un amico, presente qui ed ora che mi vuole bene.
Come tutti gli amici, non mi risolve i problemi e non si sostituisce a quello che “sa da fare”, bensì mi fa compagnia, mi aiuta a vivere, mi suggerisce un senso, un ordine, uno scopo.
Il Suo esserci è percepibile grazie a persone, a momenti di persone, a luoghi, a cose, cioè è percepibile nella concretezza della realtà.
Ci sono una serie di tracce inconfondibili che me Lo fanno riconoscere.
Torno da tre giorni trascorsi in un posto che amo, un po’ bruciacchiata e un po’ puzzolente, perché ho voluto fare la gitante fino all’ultimo momento … e torno contenta.
I sacramenti, il viaggio, gli amici, la montagna, il sole, lo spazio per qualche nuvola, qualche goccia di pioggia, i saluti, i sorrisi, gli abbracci, le cose non dette e le parole di troppo, i genitori, i nipoti, il vino, la sera, le stelle, il profumo di camini a legna, la gita, la baita, il ritorno, le telefonate alla Fio, l’acido lattico alle gambe, perfino il mal di testa … la dolcezza della mia Casa, la preghiera; tutto per riconoscere che mi è proprio dato tanto.
Mi è dato il centuplo quaggiù; per il Mistero che resta dentro a tutte queste cose e per come tutte queste cose mi parlano del desiderio d’Eterno.
Allora anche un post, perché le cose belle e vere, sono da dire a tutti e restano per sempre!
Buon Tempo di Pasqua!

giovedì 9 aprile 2009

In solidarietà a tutti gli studenti...


Oggi, in attesa dell'inizio del Santo Triduo Pasquale... si studia, ssii studia, sssiii studia, ssssssssssssssiiiiiiiiiiiiiiii studia!
NB. Questo del post è solo un breve intervallo!?

domenica 5 aprile 2009

Temporale "sulle palme"


Spero ardentemente che anche quest'anno si confermi il detto popolare che assicura il sole a Pasqua se piove la Domenica delle Palme! Oggi pomeriggio non c'è dubbio: piove, rumorosamente!

venerdì 3 aprile 2009

Benvenute nel mondo delle ostetriche!


Oggi per quindici donne è stato un giorno speciale, oggi quindici studentesse sono diventate delle professioniste, oggi la categoria delle ostetriche ha quindici colleghe in più!

sabato 28 marzo 2009

Un bel regalo di compleanno




In occasione del compleanno della mamma, siamo riusciti ad esserci tutti, ma proprio tutti! Domani possiamo stupire con effetti speciali!

domenica 22 marzo 2009

Spremuta d'arancia







Questo è quello che mi succede al sabato mattina, quando ho davanti qualcuno che apprezza i miei colori... e forse anche i miei gusti!

martedì 17 marzo 2009

Gran Torino: un film da vedere


Comincia con un funerale, termina con un funerale: bel film, direte voi, da andare a vedere!?
Ebbene sì, a me è piaciuto.
Clint Eastwood si distingue come regista, produttore e attore, con una marcia in più rispetto a tanti altri, anche se l’età, lascia le rughe.
Come cattolico, non si vergogna a dimostrarlo e come uomo, non tarda a manifestare tutta la rabbia, la cattiveria e l’incomprensione che viviamo; e nello stesso tempo, riconosce la possibilità di essere perdonati e di ricominciare.
L’amicizia, la stima, il desiderare il bene dell’altro fino a dare la vita - anche se non proprio nel modo più giusto, ma con i dovuti simbolismi - si stemperano in una “americanata”, potremmo anche dire, ma che ha meritato due ore del mio tempo di riposo, la compagnia di un’amica e una certa commozione.

domenica 15 marzo 2009

Figlia della tecnologia


Ricordo spesso il racconto che mio padre mi fece quando ero piccola, descrivendomi il terrore della bisnonna, la prima volta che prese il treno: guardando dal finestrino, pensava che gli alberi camminassero!
È su questo filone di pensiero che mi dico: i miei nonni si sarebbero stupiti al vedere con che velocità riesco a trasmettere informazioni alle mie studentesse usando i canali informatici… oppure, li avrebbe sbalorditi la praticità di lavare con la lavatrice e non avere neanche bisogno di stendere, perché c’è subito l’asciugatrice… infine, probabilmente, avrebbero qualcosa da dire quando mi attardo nei giochi “virtuali” che ormai imperano!
Ma che dire? Ci siamo semplificati la vita?
Non credo.
Entrare in casa coincide col ricordare la combinazione dell’allarme antifurto. Fare una telefonata, chiede di conoscere il pin d’attivazione del cellulare. Preparare un pranzo o una cena, necessita di avere in memoria tutte le possibili combinazioni dei diversi pezzi del frullatore e sperare che improvvisamente non si presenti un arresto della corrente elettrica!
Adesso che desidero scrivere un po’… ho dovuto ricordare la password e sto lottando con l’ultima versione di Microsoft Word… caspita, sono cambiati gli assetti di tutte le barre!!!
Ecco, non ci siamo semplificati la vita, posso dirlo, ma sicuramente, stiamo dimostrando che non ci accontenteremo mai su questa terra; che la corsa a qualcosa che non abbiamo ancora scoperto è inevitabile e quella del desiderio, inarrestabile!

martedì 10 marzo 2009

Tratti inconfondibili di corrispondenza (n+1)

Nell’arco della giornata, nel tempo che intercorre tra il risveglio del mattino e l’abbandono serale alla notte - che mi auguro sempre possa essere di profondo sonno e soprattutto senza interruzioni - ci sono tante occasioni per ascoltare me stessa e per ascoltare gli altri.
Facendo poi un lavoro estremamente “sociale”, devo dire che le occasioni di ascolto, sono veramente tante.
Di cosa mi accorgo in questa cosa? Che spesso, ma proprio spesso e troppo spesso, c’è il lamento.
Non so esattamente quale meccanismo scatti, ma tutti sembrano provare una sorta di “calamitazione”, alla volontà di descrivere i cataclismi più impensabili, che le occasioni di vita comportano. Per altro, ci si spende in minuziosi particolarismi, che manifestano un’ossessione d’enfatizzare, o forse, una volontà di esorcismo delle stesse catastrofi.
Cosa ho pensato al riguardo?
Ho deciso di mettere in atto una piccola strategia di sopravvivenza, che dà ragione agli ultimi post che ho pubblicato sul mio blog e che desidero mi accompagni in questo Tempo forte e da qui in poi: riconoscere il bello!
E ciò lo posso fare sempre…
Sul serio è possibile, basta volerlo e non farmi confondere dal parlare e dal sentir parlare a vuoto.
Basta constatare e riconoscere nella realtà, il buono che c’è.
Tra l’altro, anche se fossi così confusa da non vedere ciò che mi si para davanti, ci sono persone, fatti e cose, che so essere per sempre… pertanto, posso guardare a quelle!
Una cosa così, non può che accompagnarmi in qualsiasi momento e in qualsiasi paese del mondo!
Un motivo in più, per non aver paura di partire!

lunedì 9 marzo 2009

sabato 7 marzo 2009

Tratti inconfondibili di corrispondenza (2)


Il quadro nella cucina della mia Casa...

venerdì 6 marzo 2009

martedì 3 marzo 2009

Il "valore" del soldo

Ieri sono rimasta impressionata da una cosa: sono andata in Duomo e durante la celebrazione della Messa ho riconosciuto tra i presenti una donna che vedo tutti i giorni. Effettivamente la sua faccia mi è famigliare perché, tutte le volte che al mattino percorro viale Angelo Filippetti e arrivo all’angolo con Corso di Porta Vigentina, lei è lì a chiedere l’elemosina. Tra l’altro è proprio simpatica, perché se non le si dà niente, con i gesti ti fa capire che si può rimandare all’indomani.
Certo, che l’impressionarmi non è stato solo legato al fatto di vederla in un luogo dove normalmente non è, bensì che ad un cero punto, uno dei custodi della Cattedrale è passato per raccogliere le offerte e la donna in questione, prontamente, ha lasciato cadere il suo soldo nel cestino.
Che valore ha allora questo soldo… che i più potrebbero dire: “Non era neanche suo”?
Penso che possa dire proprio questo: spesso do valore alle cose illudendomi che siano mie, e poi è bello riconoscere che anche il soldo può affermare ciò che vale di più!

domenica 1 marzo 2009

Comunicare

Chi mi conosce o ha letto i miei post, sa che per comunicare mi piace molto scrivere e usare del figurato... e ormai si sarà capito, anche del "figurare". Voglio fare però una puntualizzazione: le vignette non sono mai dei pensieri, nascono sempre da qualcosa di reale, che mi accade.
Non sono fatte - non sono fatta - per l'astratto!

mercoledì 25 febbraio 2009

martedì 24 febbraio 2009

Rinnovare la patente per "confermare" il Paradiso


Entro in agenzia, c'è un uomo che questiona col proprietario... il contendere è in merito all'esistenza del paradiso. Il mio ingresso incuriosisce gli attori della scena e vengo interrogata dallo sguardo scuro e dal tono provocatorio dello stesso uomo: "E lei cosa dice, secondo lei il paradiso esiste?". Rispondo ferma: "Certo che esiste! E sa perchè ne sono certa? Perchè spesso lo sperimento già qui sulla terra. A lei non capitano mai quei momenti in cui si stupisce della Bellezza che C'E'?
Il viso dell'uomo si illumina e sia lui che il proprietario approvano...
Non avrei mai pensato che rinnovare la patente ri-conferma il Paradiso!

domenica 22 febbraio 2009

Domenica mattina


Questa mattina, poco dopo il risveglio, la mia amica Flora mi ha detto: “Leggi questo pezzo che ho scritto, se ti piace te lo dedico…”
Devo dire la verità che non solo mi è piaciuto e me lo sento dedicato, ma risponde a una domanda che avevo dentro, tanto che ho deciso di pubblicarlo con un post nel mio blog.
Magma del reale, groviglio nei rapporti umani, ambiguità nell’io: questa sembra essere la condizione delle persone nell’epoca post-moderna. “Sono un individuo tortuoso. Posso conoscere la mia capacità di amare solo attraverso la capacità di soffrire. Prima di soffrire non so”. Se è vero che l’amore implica sofferenza, o meglio sacrificio, è pur vero che il primo sentimento che l’amore procura è gioia. E, forse, la perdita del binomio amore-gioia, prima della percezione dell’amore stesso, costituisce la tragica perdita di noi moderni. Sembra difficile trovare la via di uscita da un simile labirinto, che porti all’aria aperta, nella quale, di schianto, si svela il segreto del mondo. C’è solo il labirinto e il cielo è muto.

Osserviamo così che l’uomo nel labirinto non cerca una via d’uscita, che non sa, non cerca un’idea con cui sistemare l’angosciante prigionia, ma cerca “sempre e soltanto Arianna”, cerca cioè un volto. Ben lo intuisce Camus allorché annota: “Ristabilire morale attraverso il Tu”, perché “bisogna incontrare l’amore, prima di aver incontrato la morale. Altrimenti lo strazio”. “Non è a forza di scrupoli che un uomo diventerà grande. La grandezza arriva, a Dio piacendo, come una bella giornata”. Se il Volto giunge, l’uomo ricompone se stesso, riconosce chi è, riconosce il suo destino, e trova una strada nel labirinto. A partire da questo momento, “gli individui cessano di lottare e di dilaniarsi, accettano finalmente di amarsi per ciò che sono. È il Regno dei Cieli”.
Testo ispirato da Taccuini di Albert Camus, Bompiani 1992.

giovedì 19 febbraio 2009

martedì 17 febbraio 2009

Una vignetta di solidarietà...


Oggi c'è l'esame più difficile dell'anno... esprimo tutta la mia solidarietà alle studentesse!

lunedì 16 febbraio 2009

Perdonatemi... ma non riesco a trattenermi!


Mi arriva ora un SMS: "Sole e neve bellissimi che contrastano con il vuoto di essere da sola."
Non posso non rispondere... sia con un SMS di ritorno che con un post!
Mi ribello al dire che siamo soli come se fosse una condizione inevitabile. Credo infatti che il senso di solitudine è forte proprio quando il desiderio e la domanda di non sentirsi soli sono acuti.
Razionalmente si desidera e domanda solo qualcosa che C'E'.
Allora la giusta azione da fare è quella di chiedersi: io cosa desidero? Io cosa domando per me e la mia vita?
Perchè se nulla desideriamo e nulla domandiamo, nulla accadrà! E non c'è cosa più diabolica del nulla! E... Dio ce ne scampi.

venerdì 13 febbraio 2009

martedì 10 febbraio 2009

Rifuggire la superficialità


Ieri sera sono accadute delle cose importanti: tristi e liete, drammatiche e di misericordia. La giornata si è poi conclusa con l’attenta lettura* di un quadro di Velasquez . Cosa trattengo?
La vita è meravigliosa… e la visione che ho di essa è come quella della tessitrice di arazzi: da dietro.
Di fatto per intrecciare le trame con gli orditi si lavora a tergo, guardando in uno specchio.
Aimè, se siamo superficiali, guardiamo all’opera in modo incompiuto e quello che possiamo vedere sono una serie di nodi, di capi sfilacciati, di colori interrotti.
La realtà è che andrebbero letti i “segni”. Si tratterebbe di osservare immedesimandosi con gli occhi dell’artista o quantomeno di guardare nello specchio.
Quello che si svela è imprevedibile, va oltre la scena apparente e ci riconosce protagonisti.
È fondamentale allora aborrire la superficialità e essere aiutata dagli amici a farlo. Grazie amici!
(* Michel Foucault - Le parole e le cose - BUR)

venerdì 6 febbraio 2009

Sul continuum dei miei pensieri... uno per una donna come me


Cara Eluana, chissà se sarà perdonato il grave peccato di non aver riconosciuto il tuo "profumo" su questa terra...

mercoledì 4 febbraio 2009

L'immagine di questa realtà non mi permette di "catturare" il profumo





In questo momento la fetta della mia vita lavorativa è di verifiche ed esami. In qualità di dottoranda, spettano anche a me. Di solito come ostetrica insegnante li faccio subire agli altri, ma a questo giro “chi la fa se l’aspetti”. E’ un momento duro e nello stesso tempo importante. Quando ti viene chiesto cosa hai “scoperto”, cosa sai e dove vuoi andare, sei costretto a pensare. Io in questo pensiero mi scopro lieta. Certo, le cose stanno andando bene - anche ieri io e Virna (la mia compagna di avventura nel dottorato) siamo state vincenti – ma non è solo per questo. Qualcuno potrebbe far fuori il mio sentire, dicendo che ho un temperamento solare e tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno… può essere, ma non può essere solo per questo che sono serena. Ma allora come è possibile? Tutto sembra dire del male. Ad esempio nei giornali di ieri e oggi non ho letto una che fosse una, notizia positiva. Ma è un “sembra”. Ecco il rischio che si corre, fermarsi all’apparenza. Non usare la testa per riconoscere tutto quello che c’è. È come questi campi meravigliosi della Provenza, anche se già belli in foto, mancano del di più che hanno nella realtà – le immagini, ad esempio, non mi permettono di catturare il profumo!
C’è una certezza che mi accompagna: il Fatto che il Bene c’è, Esiste e ha già vinto. Possiamo chiamarla Fede, ma per non farla fuori troppo in fretta, e per non fraintenderci, diciamo che si tratta di un uso appropriato della ragione!

sabato 31 gennaio 2009

E' se cambia... ma nulla è diverso



È, l’essere. È.
Intero,
inconsumato,
pari a sé.
Come è
diviene.
Senza fine,
infinitamente è
e diviene,
diviene
se stesso
altro da sé.
Come è
appare.
Niente
di ciò che è nascosto
lo nasconde.
Nessuna
cattività di simbolo
lo tiene
o altra guaina lo presidia.
O vampa!
Tutto senza ombra flagra.
È essenza, avvento, apparenza,
tutto trasparentissima sostanza.
È forse il paradiso
questo? oppure, luminosa insidia,
un nostro oscuro
ab origine, mai vinto sorriso?

“Ispezione celeste”
da “Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini”, di Mario Luzi.