martedì 26 aprile 2016

Il mistero ha un grande senso dell'umorismo

La mamma si è messa in mente di mettere a posto qualche cassetto dimenticato.
Non so se l’ispirazione le è venuta dal fatto che è ormai prossimo il festeggiamento del suo sessantesimo di matrimonio, e il desiderio è di fare un po’ d’ordine nei pensieri e nelle cose; oppure se è stata una illuminazione dall’alto, per stupirci.
Sta di fatto che facendo ciò è affiorato dal lontano 1955 un biglietto, che lei ha recapitato al papà dopo quattro anni di fidanzamento, ad un anno dal matrimonio ormai concordato.
Dopo qualche istante dal ritrovamento, ha deciso di farmi partecipare al recupero della “reliquia”, e mi ha concesso lettura del contenuto.
Con la sua voce a tutt’oggi emozionata, mi ha scandito le lettere, rendendole parola dopo parola, brevi frasi concise.
Mi sono commossa.
Anche qui un’incertezza mi assale: non so se il mio coinvolgimento è stato destato dalla prudenza amorosa trapelante dal tratto contenuto dello scritto materno, oppure se la partecipazione è stata per un modo di comunicare che riconosco anche mio, e mi assimila a lei.
Amo scrivere le cose importanti, o meglio, le cose che ritengo importanti.
Uno scritto è per sempre, e sono persuasa che dovremmo avere più coraggio nello scrivere, perché dovremmo avere più fiducia nell’eterno.
Sono grata del fatto accaduto, e mi sento confermata in un modo d’espressione d’essere.

E’ troppo bello poter rinnovare il dirsi, di ciò che è vero.

lunedì 25 aprile 2016

In conclusione di una lettura

“Secondo una certa filosofia, il luogo delle origini sarebbe vuoto: i filosofi, come fanno a saperlo? Comunque sia, la comune esperienza umana dice che, sulla strada verso le origini, troviamo una donna che ci ha messo al mondo e che, come insegnava lo psicanalista dell’Hôtel Dieu, ci ha amato di un amore sufficiente. Ma c’è anche un prima di lei, naturalmente”.

Luisa Muraro
L’anima del corpo. Contro l’utero in affitto

pag 73

domenica 17 aprile 2016

Letture


"Sull’adozione. Noi viviamo in paesi dove la materia vivente, come il sangue e organi, non si compravende, si dona, e dove bambine e bambini non vanno messi in vendita né si comprano. Abbiamo presenti gli effetti deteriori della commercializzazione del sangue e degli organi, praticata in paesi meno civili dei nostri, e ci è stato spiegato perché sia doveroso passare per l’adozione e a norma di legge. Come mai, dunque, ci troviamo a discutere sulla leicità del farsi fare delle creature umane a pagamento, come fosse un problema mai affrontato prima, sul quale non esistono criteri di giudizio? Perché questa disparità di giudizio e di sensibilità nella testa delle medesime persone?"
Pag 12